INTERVISTE
L’intervista a Giovanni Tamanini apparsa sui primi due numeri di Filo Filò ha destato interesse e rispolverato vecchi ricordi in quelle persone anziane che hanno vissuto in prima linea quelle vicende. Una di questa è ”zia Zina”, novanta anni compiuti in estate portati con serenità invidiabile e con una memoria che non tradisce. Mi accoglie seduta su una poltrona vicino alla finestra con lo scialle e l’inseparabile lavoro a maglia. Comincia a raccontarmi di come nel 1919 un gruppo di amici una sera d’inverno all’osteria dei ”Gelmi” si sono detti: ”Perché non facciamo una Filodrammatica ?”. E così, detto fatto, danno vita alla Filo Ideal Concordia e mettono in scena la prima commedia ”Una Notte a Firenze”. Tra gli interpreti figurano anche alcune ragazze, fatto questo straordinario per quell’epoca, in cui alle donne erano proibite molte cose. Con il ricavato delle recite pensano di realizzare qualche cosa di concreto per far sì che si possa ricordare la Filo Ideal Concordia anche nel tempo. Così nasce l’idea di costruire il monumento ai caduti, che dopo qualche polemica di paese sulla sua ubicazione migliore, viene collocato nell’attuale sede. Il giorno dell’inaugurazione fu grande festa per tutta la comunità e si dimenticarono i dissapori. Ma torniamo più propriamente all’attività teatrale della neo costituita società. Per alcuni anni, prima presso il palazzo Malfatti e poi nella sala delle ”Besagne”, furono realizzate molte commedie fra le quali alcune veramente belle, come ricorda la ”zia Zina”: ”Il Fornaretto di Venezia”, ”La maestrina”, ”La Nemica”, ”Il Conte di San Germano”, ”Margherita di Borgogna”, che aveva fatto particolarmente stupore, ”Giulietta e Romeo” e altri ancora. Poi a causa di varie vicissitudini la Filo Ideal Concordia si scioglie e la tradizione teatrale di Vigolo viene portata avanti dall’altra Società, nata quasi in contemporanea, la Filodrammatica San Giorgio. Ho parlato di tradizione teatrale perché nel nostro paese la voglia di far commedia ha origini molto antiche. Qualche ricordo ce l’ha anche la zia Zina, quando da bambina con il suo papà ha assistito, nel 1905 circa, nel piazzale dei ”Robezoi”, ad una commedia di cui non ricorda il titolo. E nel 1912 rammenta di aver assistito sulle scalinate del piazzale del municipio (attuale magazzino dei pompieri) ad un’operetta realizzate da un gruppo di giovani, e che probabilmente dopo la grande guerra è stata rifatta. Ora i ricordi vanno ancora più indietro, non quelli personali della zia Zina, bensì quelli della sua mamma che le raccontava di aver assistito a commedie o più precisamente a tragedie riguardanti la vita dei santi, in modo particolare San Giorgio, nostro patrono. Ciò avveniva nella seconda metà dell’ottocento probabilmente sul sagrato della chiesa. Sono passate quasi tre ore piene di fatti e persone descritti con tale precisione che mi sembra di essere stata lì con lei, all’inizio di questo secolo a partecipare a queste vicende che hanno segnato una parte di storia del nostro paese.  |