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Software/Hardware libero » E' possibile passare all'open source

E' possibile passare al software libero (open source) nella scuola?

La risposta è SI indipendentemente che vi occupiate di tecnologie ICT per l'infrastruttura della scuola, o per scopi didattici. Faccio questo distinguo perché l'utenza è sostanzialmente diversa (personale amministrativo e corpo docente rispetto ad allievi), così come le motivazioni: il personale DEVE usare i sistemi, mentre di fatto gli allievi non hanno vincoli stringenti né sui tempi né sui risultati. Premetto che, a parte il software della contabilità o similari, in generale esiste un equivalente free, open e perfettamente compatibile con quello commerciale normalmente utilizzato (in generale si parla di software Microsoft), e questo vale sia lato server (i servizi che utilizziamo, come la posta, il sito web, etc.), sia lato utente. Questo significa che tutti i servizi fondamentali che vengono quotidianamente utilizzati (posta elettronica, gestione documenti, sito web, accesso ad Internet, e così via) sono perfettamente sostituibili. Come per tutte le cose tuttavia occorre accettare un periodo di transizione in cui gli utenti dovranno abituarsi a programmi che fanno le stesse cose, ma che possono essere esteticamente differenti (i menu possono essere organizzati diversamente, le icone possono essere leggermente diverse, e così via). Per la parte server, se esiste, occorre entrare nell'ordine di idee di farsi supportare, almeno per un periodo iniziale, da qualcuno del mestiere, che ci affianchi nella configurazione dei sistemi. D'altra parte l'aspetto di installazione, configurazione e manutenzione dei sistemi non è mai uno scherzo, e non deve essere lasciata ad informatici improvvisati, perché al giorno d'oggi i rischi sono veramente tanti, a partire dai furti di informazioni sensibili al rischio di denunce penali per non aver adeguatamente protetto tali dati come la legge prevede. Senza contare i rischi di perdita dei dati, e l'indisponibilità dei servizi critici quando più servono. La domanda a cui è sempre difficile dare una risposta convincente è: ma perché dovrei farlo? I motivi sono tanti, e provo ad elencarne qualcuno:

  1. il mondo legislativo si sta (faticosamente) orientando ad imporre standard aperti, così che documenti e servizi possano essere consultati ed utilizzati con qualsiasi strumento compatibile; il software proprietario invece tende sempre a deviare dagli standard proprio per crearsi una sorta di monopolio;
  2. il problema dei costi: anche se il software proprietario viene fornito nell'ambito di accordi quadro con le Pubbliche Amministrazioni, questo non solo ha comunque un costo iniziale, ma soprattutto costringerà negli anni a seguire a pagare forzatamente degli aggiornamenti di licenza quando vengono rilasciate nuove versioni del software;
  3. come corollario al punto precedente, il sistema operativo Windows tende a richiedere sempre più una quantità eccessiva di risorse di sistema (velocità, memoria, spazio su disco, etc.), fattore che spesso costringe le amministrazioni a dover ricomprare l'intero parco di computer per il solo fatto di aver aggiornato il sistema operativo, ed anche questo è un costo (non indifferente) da mettere in conto;
  4. l'aspetto etico e didattico: abituare gli allievi (ma anche i colleghi) ad utilizzare software proprietario (e pagato dalla scuola) porta le persone a dotarsi del medesimo software anche a casa, per non dover imparare ad usarne uno diverso; questo tuttavia accade spesso utilizzando software non licenziato (o piratato, come a volte si usa dire), perché il costo da sostenere non è indifferente (si parla di parecchie centinaia di Euro, tra sistema operativo e software di office automation), costi che ben pochi sono disposti a sostenere per preparare un compito di scuola o il testo di una delega per l'assemblea di condominio;

Ah, ultima considerazione: non fidatevi della pubblicità, in cui vi dicono che il TOC (Total Cost of Ownership, ovverosia il costo globale di acquisto e gestione di un sistema) è inferiore a quello del software libero. Il più grande sbaglio che qualsiasi azienda od organizzazione può fare è quello di utilizzare software Microsoft pensando di saperlo amministrare in quanto utenti consumati: le problematiche di amministrazione dei sistemi, del loro aggiornamento e della loro sicurezza sono estremamente complesse indipendentemente dal sistema operativo utilizzato, ed il fatto di saper utilizzare il mouse ed i menu non fornisce le capacità per comprendere ciò che realmente c'è dietro, e le implicazioni di ogni nostro click. Come si dice, a ciascuno il suo mestiere. Per dare un'idea sul fatto che il software libero non sia una cosa da cantinari, o da hacker, come va di moda dire, basta osservare che tutti i più grandi produttori di hardware e di software non solo utilizzano, ma finanziano e spingono il software libero (nomi come IBM, Sun, Oracle possono bastare?). Ritengo che sarebbe interessantissimo se le scuole costituissero un gruppo di lavoro trasversale in cui definire le linee guida e l'approccio a tale migrazione, in modo da condividere le esperienze e darsi man forte l'una con l'altra. L'esperienza di ciascuno diviene un tesoro per tutti gli altri.

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