Filodrammatica ViVa di Vigolo Vattaro - Altopiano della Vigolana (Trento) - Italia

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Rassegne » Festa_Teatro_Ragazzi » Rassegne/01 FTR/FTR1997

FESTA
TEATRO
RAGAZZI

Vª edizione

VIGOLO VATTARO (Trento)
Piazzale dell'Oratorio

Programma

Data

Spettacolo

Compagnia

7 agosto 1997
Il volo delle rondini Laura Aguzzoni del Teatro dell'Arca (Forlì)
8 agosto 1997
I quattro principi strambi Emanuele Reti (Caldonazzo)
9 agosto 1997
Farina e timor di Dio Classe IIªb della scuola media di Vigolo Vattaro
10 agosto 1997
Dallenuvole Bruno Teatro Pirata (Jesi)

Quando nel '92 alla "Filo" di Vigolo Vattaro è venuta l'idea di offrire ai ragazzi uno spazio teatrale al di fuori di quello scolastico dove poter assistere "per scelta" agli spettacoli, dove poter incontrarsi e incontrare gli attori, sembrava un'idea nuova. Ora, in una serie di iniziative estive, si propongono moltissimi spettacoli per ragazzi, ma noi vorremmo che Festa Teatro Ragazzi conservasse la sua prerogativa: quella, appunto, dell'incontro.
Quindi non una semplice fruizione da parte dei bambini, ma un loro coinvolgimento attivo nei mini stages pomeridiani, durante i quali, quando è possibile, possono cimentarsi in prima persona in qualche gag, oppure nel dopo spettacolo quando gli attori svelano qualche piccolo segreto del mestiere.
Inoltre anche quest'anno un gruppo di ragazzi delle scuole medie presenta il lavoro allestito durante l'anno scolastico.
L'altra caratteristica fondamentale della manifestazione è l'equilibrio fra il professionistico e l'amatoriale: professioniste sono nella maggioranza dei casi le compagnie partecipanti, perché, nella nostra provincia, quelle amatoriali che si dedicano al Teatro per ragazzi non sono molte, ma si vedono segnali positivi; rigorosamente amatoriali sono gli organizzatori: la Cofas, che ha creduto ed investito fin dall'inizio in questo tipo di iniziativa, anche come forma di aggiornamento, e la "Filo" di Vigolo Vattaro, che con un gruppo di amici assolve a tutte le questioni logistico organizzative.
Questo connubio si è rivelato negli anni scorsi positivo e speriamo che anche questa edizione possa svolgersi nel migliore dei modi.
Noi ce la mettiamo tutta.

La direzione della Filodrammatica di Vigolo Vattaro


La compagnia TEATRO DELL'ARCA di Forlì
IL VOLO DELLE RONDINI

di Giampiero Pizzol

con Laura Aguzzoni

scene di Manuela Cenci e Silvana Ninivaggi

Musiche di Stefano Liporesi

 La rondine e forse l'uccello più famoso e più caro alla tradizione occidentale tanto da destare leggende in tutta Europa.
In particolare il volo delle rondini, fin dai tempi più antichi, e sempre stato oggetto di meraviglia. Un volo altissimo che fa di questi uccelli del puntini neri persi in mezzo all'infinito, volo che disegna la pagina del cielo con le sue interminabili linee, un volo, infine, che porta le rondini aldilà del mondo conosciuto e le fa sparire alla nostra vista per molti mesi all'anno, guidandole con misteriosa precisione verso Nord all'arrivo della primavera.
Ma noi, che, forse vorremmo, e purtroppo non possiamo seguirle nel cielo, cosa sappiamo di loro?
Da dove viene il colore delle rondini? E la loro coda sfrecciante e appuntita?
Perché affrontano il Grande Viaggio che le porta aldilà del mare?
Chi sono queste celesti amiche dell'uomo, queste puntuali annunciatrici delle stagioni?
Lo spettacolo vola leggero sulle ali di queste domande, tra boschi e deserti, oceani e montagne, gufi eremiti, cicogne golose e altri simpatici animaletti.
Racconta l'antichissima nascita della luna e di come le rondini accorsero in sua difesa per evitare che un esercito di diavoli le tingesse dl nero il bianchissimo volto.
Narra le vicende di un feroce drago mangiauomini che aveva al suo servizio una perfida zanzara, ma non aveva fatto i conti con una rondine coraggiosa. E approda infine ad un'ultima storia: quella dell'amicizia fra una birbante rondinella e un albero speciale, un salice piangente che piange perché vuole... volare!
Un'avventura tenera e surreale, comica e drammatica, insomma, una storia piena di zig e di zag proprio come il percorso delle rondini nei cieli e come tutti i sentieri della vita.


EMANUELE RETI di Caldonazzo (TN)
I 4 PRINCIPI STRAMBI
di Emanuele Reti

Emanuele Reti: interpreta i Quattro Principi cantori
Walter Salin: narratore e musico
Claudia Marzari: Principessa

È una storia tutta da ridere, che narra di una principessa che giunta all'età del matrimonio organizza una gara di canto per scegliere il suo futuro sposo. Si presentano quattro principi: il principe Flemmacolo, il principe Krokocus, il principe Melancolo, e il principe Sanguirrolo. A tutti viene data la stessa prova di canto. Questi esibiranno il loro talento o per meglio dire la loro unilateralità, ma la principessa chi sceglierà?La storia nasce da uno studio sui quattro temperamenti dell'uomo, infatti i quattro principi rappresentano in chiave umoristica e caricaturale la peculiarità ed unilateralità scaturente da ogni temperamento.

TECNICA UTILIZZATA

Un menestrello alla chitarra narra la storia. Dietro uno schermo con la tecnica del teatro delle ombre, vengono animati i principi. La gara di canto si svolge in scena.

La classe IIª B della scuola media di Vigolo Vattaro (TN)
FARINA E TIMOR DI DIO
di Domenica Giacomelli

Regia di Nora Tamanini e Riccardo Rigotti

Questo lavoro, scritto da Domenica Giacomelli che si è ispirata ad una storia realmente accaduta a Vigolo agli inizi di questo secolo, è uno dei cavalli di battaglia della Filo di Vigolo Vattaro. È stato rappresentato per la prima volta nel nostro paese da un gruppo di giovani che debuttavano sulle scene con la regia di Riccardo Rigotti nel 1977. Fu un grande successo, anche perché da molti anni il Teatro era assente dal paese a causa dell'avvento del Cinema. Gli attori di "Farina e timor di Dio" assieme a quelli più adulti dell’altro grande successo di quell'anno: "La baronessa dei finferli" e a tante altre persone, ricostituirono la Filodrammatica. Qualche anno dopo lo stesso testo venne riproposto con qualche sostituzione di personaggi, ma sempre con gradimento da parte del pubblico.
A distanza di vent'anni ecco l’idea di riproporlo ai giovanissimi delle scuole medie nell'ambito dell'attività di animazione teatrale che la Filo da molti anni porta avanti nella scuola. L'entusiasmo con il quale questi ragazzi della IIª B hanno accettato la proposta e la costanza (seppur con qualche "tirata d'orecchie") dimostrata nelle prove hanno avuto esito più che positivo il 7 giugno 1997 quando il lavoro è stato presentato ai genitori e ai compagni. La bravura dei giovanissimi attori ha fatto nascere l'idea di proporre "Farina e timor di Dio" alla Festa Teatro Ragazzi, dedicandola in modo particolare agli anziani.
L'allestimento è "rigoroso": rispetta i termini dialettali ormai andati in disuso tipici del mondo contadino, nella scena si utilizzano mobilio e utensili originali recuperati nelle case vigolane, i costumi pure di una volta.
Quindi non solo i "veci" potranno emozionarsi nel ricordare come "l'era 'na volta", ma anche i bambini avranno l'opportunità di rendersi conto, divertendosi, di un mondo che sembra lontanissimo ma è ancora ben vivo nella memoria di molti.


La compagnia TEATRO PIRATA di Jesi (AN)
DALLENUVOLE BRUNO

Ideazione
Piero Guerriero e Silvano Fiordelmondo

Regia
Piero Guerriero

Scene e costumi
Marina Montelli

Con questo spettacolo riprendiamo un discorso interrotto e mai concluso, quello della fantasia, usando gli oggetti per raccontarla.
Una ricerca comune a tanti nostri colleghi, forse per motivi generazionali, essendo la nostra la prima della civiltà dei rifiuti e del non recupero, dell'usa e getta, noi bambini degli anni '60, del miracolo italiano (il primo), primi testimoni della realtà filtrata dalla TV.
Cosa vogliamo raccontare ai bambini di oggi?
Che nella società dei consumi spesso si usano e gettano gli esseri umani.
Non c'è molta differenza a livello di funzionalità tra Bruno, uomo non produttivo, elemento debole ed emarginato, ed i cartoni, i metalli, la plastica che raccoglie, inutili ed inutilizzabili.
Chi è Bruno? Da dove viene?
DALLE NUVOLE!!! Spirito libero, senza nessun diritto ma anche senza nessun dovere.
Quello che avverrà sul palco è una frazione della sua vita in unità di tempo, l'ora di passaggio tra la notte e il giorno, l'alba di un nuovo giorno, per Bruno la sopravvivenza ed il volare, sopravvivere in questo mondo e volare nel suo.

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