Filodrammatica ViVa di Vigolo Vattaro - Altopiano della Vigolana (Trento) - Italia

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RECENSIONI

Teatro per Idea - Febbraio 1997

IN SCENA
Filodrammatica di Vigolo Vattaro

RUMORI FUORI SCENA
di Michael Frayn

Se qualcuno si lamenta che il teatro amatoriale trentino manca di coraggio, si affida a lavori "comodi", magari strutturati in modo tradizionale, gli consigliamo vivamente di andare a vedersi gli amici di Vigolo Vattaro: siamo sicuri che tirerà un sospiro di sollievo e il futuro gli sembrerà meno grigio. Ritmo, fantasia, ed alcuni personaggi davvero azzeccati colorano vivacemente un testo costruito in modo magistrale da Frayn. La Compagnia ha preso di petto l'impegno, con umiltà e coraggio insieme, fornendo un'interpretazione da incorniciare. Un applauso speciale va alla regista Rossella Ducati che ha saputo portare a termine con successo un lavoro da far tremare i polsi a chiunque. A nostro avviso è mancato un pizzico di malizia in più per sottolineare alcuni momenti ironici e sentimental-comici: si tratta di aggiustamenti che verranno da sé nel corso delle repliche. Dunque, uno spettacolo stimolante e accolto con favore dal pubblico.

Michele Roat
5 gennaio
Teatro di Vattaro


TrentinoMese - Febbraio 1997

ARIA NUOVA PER IL TEATRO LOCALE
Rumori fuori scena e... applausi

Domenica 5 gennaio, teatro di Vattaro. La sala è gremita. Si è sparsa la voce che la compagnia di Vigolo Vattaro replica una commedia tutt’altro che facile, in lingua italiana, realizzata per la prima volta in Trentino da una compagnia trentina. Tutto ciò è davvero stuzzicante e la curiosità si fa davvero forte. "Rumori fuori scena" di Michel Frayn racconta il gustoso rapporto in scena e fuori scena di un gruppo di attori che non riesce a staccarsi dai problemi personali, confondendo le situazioni in un insieme di vita reale e finzione scenica estremamente allettante. "L'assurdo" è ovviamente il doveroso pizzico di pepe che rende la storia esplosiva: guai a chi provi a prenderla sul serio. Tutto deve essere tenuto in sospensione, lasciato fluire senza percorsi obbligati. La comicità sottile e garbata arriva più che dalle battute dalla situazione frenetica, ma mai scontata. Ed il finale? Non ha senso, ma non ne deve avere. Nessuno lo cerca perché‚ la storia è già realizzata nel suo contesto. Non ha bisogno né‚ di lieto fine né‚ di tragiche conclusioni. Il sipario si chiude sui personaggi che mostrano orgogliosi (e disfatti) il vassoio delle sardine che imperversano per tutto il corso della commedia.

 

La Filodrammatica di Vigolo Vattaro ha raccolto la sfida lanciata da Frayn per offrire uno spettacolo davvero riuscito. La regia della brava Rosella Ducati, in scena come Dotty Otley, ha puntato, e a ragione, sul ritmo e sulle caratterizzazioni. Se fosse mancato il primo, il testo sarebbe miseramente caduto in una farsa stiracchiata. Se i personaggi non avessero assunto una propria identità, sarebbero diventati delle figure realistiche in antitesi, quindi, con la vicenda. Invece, in una frenesia che trova il suo apice nel secondo tempo, gli attori della compagnia hanno espresso grinta e sicurezza, a partire da Gimmi Rigotti che ha ben caratterizzato la non facile figura di Selsdon Mowbray, in arte scassinatore. Più misurata ma efficace l'interpretazione del regista da parte di Dario Rizzi che effettua riusciti interventi dalla platea, confermando che il teatro è senza barriere. Estremamente gustosa la parte di Vicki messa in scena da Sonia Rigotti, capace di giostrare una figura svagata senza cadere nell'eccesso. Altrettanto centrata l'interpretazione di Laura Ducati nelle vesti di Flavia Brent, un'attrice che cerca di mettere tutto inutilmente in armonia diventando proprio lei stessa elemento di confusione. Ben calibrati anche i personaggi di Poppy Norton e Tim Allgood realizzati rispettivamente da Elisabetta Cauli e Lorenzo Bilancetti. Pino Loperfido, nella parte di Philip Brent ha catturato spesso l'attenzione su di sé per un gioco di sottili sdoppiamenti del personaggio, ben reso dal ritmo convulso dell'insieme. Ennio Bailoni ha convinto per aver reso gustoso e ricco di sfumature l'intricatissima figura di Roger Tramplemain. È da applaudire, comunque, la coralità del lavoro che sarebbe caduto se non ci fosse stato il ritmo vivace e calibrato fra tutti i personaggi. E gli applausi infatti sono andati alla Compagnia di Vigolo Vattaro nel suo insieme, che li ha meritati per l'entusiasmo, il coraggio e la capacità interpretativa che hanno reso piacevole e, una volta tanto, originale una serata a teatro.

Antonia Dalpiaz


Giornale L'ADIGE - 31/10/1998

La grande commedia di Frayn

«RUMORI FUORI SCENA»
solo un poco ambiziosi

TRENTO - Guardando la messa in scena della compagnia di Vigolo Vattaro della strepitosa commedia di Michael Frayn «Rumori fuori scena», il pensiero corre quasi per forza ad un’altra edizione, quella di «Attori e Tecnici» con la regia di Attilio Corsini. Il confronto è naturalmente fuori discussione il gruppo amatoriale trentino non ha certamente voluto mettersi in competizione con la squadra romana. La quale, fra l'altro, proprio con questo lavoro ha conosciuto il suo più grande successo, arrivando poco distante dalle mille repliche ed ottenendo premi di ogni genere. La realizzazione di Corsini è probabilmente una delle più brillanti del testo sul piano mondiale.

 

Questa premessa, però, non toglie nulla al coraggio ed all'impegno della compagnia di Vigolo; che ha offerto del copione inglese una interpretazione molto divertente. Avrebbe potuto fare di più, se solo si fosse accontentata di meno. Il paradosso è subito chiarito: gli attori (tranne Lorenzo Bilancetti, Elisabetta Cauli e Rosella Ducati) hanno cercato di arricchire lo spettacolo con una recitazione sopra le righe. Che sarebbe come dire provare ad alzare il livello del mare con qualche secchiata d'acqua. Una minore gestualità, un più contenuto affannarsi avrebbero giovato soprattutto al secondo atto, quando, per certi versi, la compagnia sembrava già nell'atmosfera del terzo.

 

Abbiamo nominato tre interpreti, fra tutti, ma la compagnia nel suo complesso ha dimostrato di essere pronta per nuovi traguardi. Dovrebbe essere controllata la «cantata del dialetto» (che non c'entra con la dizione), a volte un po' troppo evidente nell'uso generalmente discreto della lingua. Comunque, la compagnia ha ampiamente meritato i caldi applausi e le moltissime risate che hanno accompagnato la recita.

Leonardo Franchini


Giornale L'ADIGE - Adige 8/11/1998

Riconoscimenti anche per le filodrammatiche di Vigolo Vattaro, Sopramonte e Laives

Trento Teatro Festival e Palcoscenico trentino
primi premi a «Balera» e «El silenzio de Angela»

TRENTO - Il finale dei due festivals che si sono svolti contemporaneamente nelle sale del Santa Chiara di Trento, organizzati ambedue dalla Cofas, ha riproposto un certa divergenza non troppo marcata di idee fra pubblico e giuria; ma si tratta, in ambedue i casi, di pareri che si possono condividere. Trento Teatro Festival, la manifestazione che si suole paragonare alla «coppa delle coppe» per la sua caratteristica di scegliere i partecipanti fra i vincitori di altre rassegne nazionali, ha laureato a pieni voti «Balera», una riuscita messa in scena di cinquant’anni di storia sul ritmo dei balli che hanno fatto moda in questo periodo. Lo spettacolo, realizzato dall’Accademia dei Riuniti e dal Teatro dei Riuniti di Umbertide (PG), si è portato a casa il premio principale, quello per la regia - assegnato al simpatico sosia di Ronconi Achille Roselletti - ed il premio del pubblico. In questo caso, completa identità di vedute.
Anche «Comedia», del veneto Piero dal Prà, ha avuto due riconoscimenti: al miglior attore, Franco Filippi, ed alla migliore scenografia; il gruppo è il Prototeatro di Montagnana: (PD). Migliore attrice, meritatamente, è apparsa Carla Totola, che ha sostenuto con classe altamente professionale il ruolo di protagonista in «Molto rumore per nulla», naturalmente prodotto dalla compagnia di famiglia, i Totola di Verona.
La versione «regionale» della gara è, come si sa, «Palcoscenico Trentino» che ha sostituito da qualche stagione il premio Mario Roat. Pur essendo ancora in cerca di una formula stabile, la manifestazione ha mostrato qualche pregevole salto di qualità nelle produzioni locali. Il primo premio della giuria è andato al «Silenzio de Angela» di e con Gigi Cona - anche regista -con la sua compagnia, «La Logeta». Due premi, la regia e quello per il migliore attore sono invece andati a «Rumori fuori scena», realizzati dalla filodrammatica di Vigolo Vattaro - la regista è Rosella Ducati e l’attore è Ennio Bailoni. A questo gruppo ed alla sua interpretazione è andato anche il favore del pubblico, che lo ha designato miglior spettacolo. La Migliore attrice è stata invece Flavia Segata, la «Pia» di «Suocera e nuora» realizzato dalla filodrammatica di Sopramonte; infine la scenografia più convincente è apparsa quella realizzata dal gruppo di Laives per la commedia «La terra promessa». Interessante, infine, un giudizio che viene aggiunto per la prima volta a quelli tradizionali; si tratta di una «giuria di giovani» che sono stati scelti fra gli studenti delle superiori di Trento. Con molta sicurezza e pregevole senso dello spettacolo hanno designato come loro favoriti: «Balera» per la sezione nazionale, e «La terra promessa» per quella locale. La serata dei premi è stata allietata dalla presenza e dalla performance dei «Belumat».

Leonardo Franchini


Giornale L'ADIGE - Novembre '98

Il concorso premia nuovi talenti teatrali

Primi attori a Noriglio,
vince Angela Dematté

ROVERETO - Si è conclusa in un clima di festa la seconda edizione del concorso «Primi attori a Noriglio» organizzato dalla Circoscrizione. La competizione, come è noto ha lo scopo di portare allo scoperto nuovi talenti. Dopo le tre serate presentate da Loredana Cont, che ha letto anche alcune sue poesie, sabato scorso la giuria ha scelto tra i sei finalisti Angela Dematté, giovane attrice di Vigolo Vattaro. La Dematté ha interpretato con preciso senso dell'umorismo e una sorprendente varietà di toni due personaggi di Alan Ayckbourn. Il secondo premio è stato assegnato a Romano Cavini, di Merano, che ha offerto una calibrata arra delle tragiche espressioni dell'«Uomo dal fiore in bocca» di Pirandello. Terza classificata Arianna Grossi, che ha impersonato in modo drammatico e teso la figura di Geli Raubal, cugina ed amante di Hitler La giuria era formata da Marisa De Jorio, Betty Bertolini e Michele Ruele. Il pubblico - al quale era riservato un giudizio - ha invece data il proprio lavorar ad Alberto Maria Betta, un convincente e consapevole vecchio attore, quello che si risveglia dopo l'ubriacatura ne «Il canto del cigno» di Cechov. Una bella edizione, dove si sono visti esempi diversi di teatro - dai classici ai contemporanei. Molto dolce il «Bambino palloncino» di Silvestri, che Christian Corradini ha ricevuto direttamente dall'autore napoletano. E toccante anche il delicato ritratto di Andromaca dalle «Troiane» di Eschilo che Valentina Colla ha asciugato di ogni orpello lasciando alle parole Il compito di scolpire l'immagine dell'eroica moglie omerica.

Leonardo Franchini

 


Giornale ALTO ADIGE - 5/12/98

Realtà del territorio riunite per una valutazione
Filo, in crescita il livello dei lavori offerti in scena

PERGINE - Il concorso provinciale "Mario Roat" ha tenuto banco nelle riflessioni e considerazioni uscite dal consueto incontro delle filodrammatiche della Valsugana aderenti alla Cofas. E a ragione, considerato che la filodrammatica di Vigolo Vattaro ha fatto man bassa di premi, confermandosi come una delle realtà più dinamiche e stimolanti del nostro territorio. Il responsabile di zona Ermenegildo Pedrini ha ricordato il successo cella compagnia dell'Altipiano della Vigolana, che con la commedia "Rumori fuori scena" si è portata a casa il premio del pubblico, il premio della miglior regia e il premio del miglior attore. Un bottino piuttosto ricco dunque, che conferma la vivacità del settore in zona.
Tanto più che per la prossima edizione parteciperanno alla fase di preselezione la Compagnia Teatrale di Susà con "La bambola abbandonata", la filo di Fornace con "Non sparate sui postino" e la filo Don Bosco di Pergine con "Trappola per topi". Sono lavori che dimostrano una crescita globale del circuito delle filo in Valsugana.
All'incontro hanno partecipato undici realtà, che hanno salutato la filo di Scurelle. È costituita da un gruppo di giovani guidato da Matteo Micheli.
Alla riunione partecipava anche il presidente della Cofas Gino Tarter, che ha illustrato, in linea di massima, il programma per il 1999, anno che vedrà anche il rinnovo del direttivo della Cofas. Verranno organizzati: "Trento Teatro Festival", Concorso "Palcoscenico Trentino - Premio Mario Roat, il festival di teatro per i ragazzi in collaborazione con la compagnia di Vigolo Vattaro, "Premio Attori" in collaborazione con la filo di Noriglio e il concorso di regia a Villazzano, alla sua prima edizione. Per la Valsugana inoltre, in primavera verranno allestiti corsi sulle varie discipline del teatro.

 


Giornale L'ADIGE - 31/12/2003

G.F.


 


 

Vita Trentina - 3/06/2007

 


 

Giornale TRENTINO - 13/06/2007

 

 


 

 

Giornale TRENTINO - 09/08/2007

 

 

 

 

 

 


 
Giornale TRENTINO - 15/11/2007

 


A Vigolo Vattaro tutti i rischi legati a Internet

VIGOLO VATTARO

La biblioteca intercomunale di Vigolo Vattaro assieme all’ Istituto Comprensivo e alla Filodrammatica Viva organizzano tre incontri informativi sulle nuove tecnologie che sono rivolti ai giovani e alle loro famiglie.
Gli incontri sono in programma domani, mercoledì 14 e venerdì 16 aprile, alle 20.30, nel teatro parrocchiale di Vigolo Vattaro.  Il primo incontro è su: “Usare internet in sicurezza: privacy, malfare, frodi, acquisti sicuri”; relatore è l’insegnante dell’Enaip Giuseppe Tamanini.  Sempre Tamanini mercoledì spiegherà “L’era del digitale: analogico e digitale, digitale terrestre e il tema dell’alta definizione”.  Venerdì 16 incontro conclusivo con Giuliano Natali dell’associazione LinuxTrent che relaziona su: “Che cos’è il software libero? Conoscerlo meglio”. Si tratta di un mondo che non costringe a cambiare il pc continuamente.  L’espressione software libero si riferisce alla libertà di utilizzarlo, copiarlo, diffonderlo, ma anche di aiutare a migliorarlo.  Vuol dire utilizzare il computer in modo intelligente restando nella legalità. (g.m.)


VITA TRENTINA - 22 marzo 2011

 

    

 

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